sabato 6 agosto 2011

Fermato traffico di tartarughe protette

Il Corpo forestale dello Stato ha scoperto e bloccato un traffico illegale di tartarughe protette, partendo da alcune inserzioni pubblicitarie su internet. Nell'operazione, avvenuta a Massa Carrara e frutto di indagini legate alla repressione del mercato clandestino di animali protetti dalla Convenzione di Washington (Cites), sono stati sequestrati oltre 60 esemplari, anche fino a 80 anni, e uova in attesa della schiusa.

L'indagine - condotta dal personale del servizio Cites centrale di Roma, Firenze, Pisa, Genova e dal comando provinciale di Massa Carrara del Cfs - è scaturita dalla scoperta su alcuni siti internet di pubblicità per la cessione o la vendita di tartarughe di terra e di mare appartenenti alle specie in via d'estinzione. Si è così potuti risalire al responsabile del commercio illegale che, subito denunciato per detenzione e vendita illegali di specie tutelate (un reato che prevede l'arresto, da tre mesi ad un anno, e l'ammenda, da 7.550 a 75.000 euro, oltre alla confisca degli animali), era in possesso oltre che di esemplari adulti di età compresa tra i 30 e gli 80 anni anche di 41 uova. Gli animali sono stati scoperti all'interno del bagagliaio dell'auto mentre era in corso una vendita, che avrebbe fruttato diverse migliaia di euro, con un acquirente procurato on-line.

http://www.ansa.it/

lunedì 1 agosto 2011

Tartaruga in difficolta', salvata in mare a Napoli

Una tartaruga della specie 'caretta caretta' in difficoltà nel mare di Mergellina a Napoli è stata salvata dagli agenti del Nucleo mare della Polizia municipale, diretta dal tenente Gaetano Vassallo. Durante le operazioni di controllo, a circa un miglio dalla costa, gli agenti hanno notato la tartaruga in evidente difficoltà, probabilmente ferita, che non riusciva ad immergersi nelle acque del golfo. Gli agenti, coadiuvati anche dal personale comunale del settore Risorsa Mare, hanno recuperato e salvato l'animale. La tartaruga, di giovane età e di circa 45 chili, lunga un metro e larga 80 centimetri, è stata portata alla stazione zoologica Anton Dohrn per essere curata.

http://www.ansa.it/

mercoledì 29 giugno 2011

Tartaruga provoca maxi incidente a Bergamo: un ferito

Incurante della propria scarsa velocita' ha deciso di attraversare una strada a scorrimento veloce, provocando cosi' un incidente fra quattro veicoli, uno dei quali l'ha schiacciata e uccisa. Brutta fine per una tartaruga, che si e' messa ad attraversare l'Asse interurbano di Bergamo all'altezza di Locate. L'animale, una tartaruga d'acqua lunga 30 centimetri probabilmente appena abbandonata da qualcuno lungo il ciglio della superstrada, si e' incamminata verso il centro della carreggiata in direzione Bergamo.

Un camionista che se l'e' improvvisamente trovata davanti ha frenato, subito imitato dal conducente di un'auto 'Subaru' che veniva subito dietro. Non c'e' invece riuscito un motociclista sessantenne di Mapello, che si e' schiantato contro l'auto, nel contraccolpo ha fatto un volo sopra la vettura ed e' infine caduto a terra. La moto ha invece continuato la sua corsa, finendo sulla corsia opposta e scontrandosi contro una Renault Clio condotta da una trentenne di Seriate che aveva a bordo una bimba di 11 mesi. Il motociclista e' finito in ospedale con una prognosi di 20 giorni. Nessuna ferita per gli altri, mentre alla tartaruga, travolta dalla Subaru, e' andata male: e' stata portata al portato al centro veterinario Asl di Bonate Sotto, dov'e' morta poco dopo.

http://affaritaliani.libero.it

sabato 28 maggio 2011

'Holy Turtle' Found on 'Day of Rapture'


'Holy Turtle' Found on 'Day of Rapture'  

Ronnie Chavez
While there has not yet been a second coming of Christ (as of this writing) on this day of Rapture, there was at least one holy sign for the faithful to embrace in northwest suburban Streamwood.
A printing company employee out on her break picked up a tiny turtle and was immediately struck by its markings.
"Right away, to her it resembled the Virgin Mary," said Ronnie Chavez in retelling his mom's Saturday morning tale.
The painted turtle -- about the size of a half-dollar -- was wandering across the parking lot.  Chavez's mother, Gricelda, intended to move it to the safety of a pond, but the turtle flipped over when she reached down, revealing the pattern on the bottom of its shell.
"It caused a big stir.  [Co-workers] came over.  They were taking pictures," said Chavez. 
The reptile, now nicknamed Holy Turtle, was taken home and is temporarily living in a new container and has been offered a bit of food.
"I honestly don't make too much of it.  It's a coincidence of the pattern, but my mom is a little bit more religious -- Catholic.  She's not taking it too serious, but of course it's kind of a big deal," said Chavez. 
The date of the find is not lost on his family.
"I just thought it was kind of funny since today was supposed to be the big Doomsday," he said.

sabato 26 febbraio 2011

Il 'solitario George' guida la classifica delle tartarughe in estinzione

Si chiama 'Lonesome George', letteralmente 'il solitario George', ed ha un triste primato: questo esemplare di tartaruga Chelonoidis abingdonii, e' l'unico rimasto della sua specie, ed e' ovviamente il piu' in pericolo di estinzione del mondo. La 'classifica' delle 25 specie piu' a rischio e' stata stilata dalla Ong Turtle Conservation Coalition nel rapporto 'Turtle in Danger', che ha lanciato l'allarme sulle condizioni di questi animali, sempre piu' minacciati.
"La crisi delle tartarughe e' peggiorata molto negli ultimi 15-20 anni - scrivono gli autori - le tartarughe sono sempre state usate in maniera sostenibile, ma non e' piu' cosi'. Ora vengono sempre di piu' catturate per essere usate come cibo, nella medicina tradizionale asiatica e per il traffico di animali, e tutti questi usi sono aumentati a causa della crescente economia cinese. Anche gli habitat sono minacciati dall'inquinamento e dallo sfruttamento umano".
Delle 25 specie in classifica (ma secondo il rapporto meta' delle 300 conosciute sono a rischio), 17 vivono in Asia, mentre le altre sono distribuite in Sudamerica, come Lonesome George che vive alle Galapagos, Africa e Australia. In Asia vive la seconda in classifica, della specie Rafetus swinhoei, di cui sono rimasti solo 4 esemplari, tre maschi e una femmina.
"Per salvare le tartarughe serve un lavoro intenso che richiede molte persone e molti fondi - hanno spiegato i ricercatori che hanno stilato il rapporto a Singapore, dove e' stato presentato - ma nello stesso tempo l'insaziabile richiesta di tartarughe da parte dell'uomo non accenna a calare"

http://www.ansa.it/

lunedì 21 febbraio 2011

Tartaruga a due teste


Un esemplare di tartaruga è con due teste. L'animale è nato nel parco di Xiaoyaojin, in Cina. E' sopravvissuto grazie ad un incubazione artificiale ed ora gode di ottima salute, nonostante l'evidente mutazione


Tartaruga di 200 chili arenata nell’agrigentino

L’esemplare della specie “marina coriacea” ritrovata sul litorale e curata. Riprenderà il mare nei prossimi giorni


Si è arenata sulla spiaggia del litorale di Realmonte, nell’Agrigentino, senza più riuscire a riprendere il mare. Lei è una tartaruga marina coriacea di ben 200 chili, la specie più grande al mondo, molto rara da avvistare nelle acque del Mediterraneo. Al momento del ritrovamento, Rossella - come è stata battezzata, dal nome del luogo in cui è stata rinvenuta (il lido Rossello) - presentava escoriazioni superficiali e sintomi di stordimento. Occorrerà però attendere i risultati delle analisi per stabilire una diagnosi più precisa e stabilire quando Rossella potrà essere restituita al mare.

La tartaruga “liuto” è una specie protetta e ne sono vietate la detenzione e la vendita. È un’animale cosmopolita e, tra le tartarughe marine è quella che può spingersi alle latitudini più estreme, fino alle acque subpolari; è presente anche nel Mar Mediterraneo sebbene non vi si riproduca. Una caratteristica che la differenzia dalle altre tartarughe marine è che la liuto ha un carapace “cuoioso” che al tatto appare molle, da cui deriva il nome inglese leatherback. La colonia riproduttiva più importante al mondo si trova in Guyana francese. Nidifica tutto l’anno fino ad un massimo di 10 volte a stagione, (mediamente 7).

http://city.corriere.it/

sabato 29 gennaio 2011

L'animale più raro al mondo

Lonsome George è una tartaruga gigante delle Galapagos quasi centenaria. È un maschio, probabilmente l'ultimo della specie Geochelone abigdoni. È la creatura più rara al mondo ed è diventata un'icona della lotta per la conservazione (Guarda i rettili più curiosi del mondo)
Da più di 20 anni i ricercatori e i curatori del Galapagos National Park stanno cercando di convincere il buon George a riprodursi, ma senza successo. O, meglio, nonostante l'età, negli ultimi 20 anni l'arzillo vecchietto si è accoppiato con femmine della specie Geochelone becki, ma le uova deposte dalle sue compagne non sono mai schiuse (Scopri come si distingue una tartaruga maschio da una femmina)
Nelle prossime settimane gli scienziati presenteranno a George due nuove ragazze della specie Geochelone hoodensis, che dovrebbero offrire a George una maggior probabilità di diventare papà: secondo i genetisti dell' Università di Yale le nuove arrivate dovrebbero essere maggiormente compatibili con la grande testuggine.
La Geochelone abigdoni è la tartaruga più grande del mondo:lunga fino a 1,8 metri può arrivare a peùsare 300 kg. Vive fino a 180 anni. (scatti selvaggi: le più belle foto ... naturali)
Beh...tanti auguri George (guarda un altro George... gigante).  

venerdì 7 gennaio 2011

La maratona della tartaruga in 6 mesi dall'Africa al Brasile

Una migrazione di ottomila chilometri per accoppiarsi, compiuta una decina di volte nella vita e affrontando l'oceano. Alcuni scienziati inglesi hanno monitorato questo incredibile viaggio: il pericolo maggiore le reti dei pescatori. Nella primavera dell'anno prossimo torneranno verso le coste del Gabon per deporre le uova dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Attraversare l'Atlantico a nuoto, dall'Africa al Sud America, per 8 mila chilometri, sarebbe un'impresa per chiunque. Diventa un viaggio ancora più impossibile se lo si compie a una velocità da tartaruga, diciamo al ritmo di un paio di chilometri all'ora. Ed è quasi inimmaginabile se a compierlo è un essere lungo quasi due metri, pesante 500 chili, ingombrato da una corazza in cui è racchiuso il suo corpo: insomma, una tartaruga.

Eppure, alle 4 del mattino del 2 febbraio 2009, una tartaruga liuto chiamata Tika si è tuffata in acqua dalla costa del Gabon, Africa occidentale, ha nuotato per i sei mesi successivi attraverso l'Atlantico, ed è arrivata in Brasile, dove attualmente sta riposandosi con scorpacciate di meduse. Continuerà a riposarsi fino a pressappoco il marzo dell'anno prossimo, poi comincerà il suo viaggio di ritorno, sicché, se tutto andrà bene, intorno all'agosto 2012 toccherà di nuovo le spiagge del natio Gabon, scaverà un nido nella sabbia del Mayumba National Park e deporrà le uova. E questo sarà solo uno dei tanti viaggi atlantici fatti da Tika nel corso dei suoi cinquant'anni di vita.

La scoperta è il frutto di una ricerca senza precedenti a cura di scienziati dell'università inglese dell'Essex, che hanno individuato un gruppo di 25 tartarughe femmine, tra cui quella che hanno soprannominato Tika, sulla costa del Gabon, le hanno dotate di un dispositivo elettronico alimentato da una batteria, che ha trasmesso un segnale via satellite ogni volta che questi lenti ma prodigiosi bestioni emergono in superifice per respirare.
 In tal modo, per la prima volta, è stato possibile identificare l'itinerario seguito dalle tartarughe liuto, le più grandi al mondo, permettendo di comprendere meglio dove vanno, quanto tempo impiegano e quali pericoli incontrano sul loro cammino. Scopo dell'iniziativa, infatti, è cercare di impedire la scomparsa di questa particolare specie di animali, oggi minacciata di estinzione.

In tutto il pianeta ne rimangono 34mila, ma per esempio in Gabon, il luogo in cui ne esisteva un tempo il maggior numero, ne sopravvivono soltanto 2.300; e in Malesia, dove ce n'era una colonia di circa 10mila esemplari, ne sono rimaste appena 37.

Non è il viaggio transoceanico in sé a ucciderle, bensì gli ostacoli che incontrano, in particolare le reti dei pescherecci, specialmente quelle a strascico con molti ami, in cui rimangono impigliate finendo per soffocare sott'acqua. Più in generale è l'aumento del traffico marittimo, turistico e da diporto, ad averne diminuito il numero, oltre che la caccia alle loro uova, che in certi paesi, soprattutto in Asia, sono considerate una prelibatezza. Ora organizzazioni come il Wildlife Conservation Society's Ocean Giants utilizzeranno i dati raccolti dagli scienziati della Essex University per chiedere ai paesi sulla rotta delle tartarughe di adottare misure per preservarne la specie.

I dispositivi elettronici hanno individuato altri due percorsi, uno dal Gabon al Sud Africa e uno fino al centro dell'Atlantico e ritorno. Ma il viaggio più lungo è quello dal Gabon al Brasile. Rimpinzati per bene di meduse, Tika, che tra un po' è ora di tornare a casa.


http://www.repubblica.it/

Israele: la tartaruga ferita, ora cammina con le ruote

Zvika era arrivata al Wild Animal Hospital di Ramat Gan in condizioni disperate, schiacciata da una falciatrice: ora è tornata a camminare grazie a un particolare innesto

http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/israele-la-tartaruga-ferita-ora-cammina-con-le-ruote/59506?video